SPINEA
LE ORIGINI E L’ETÀ ROMANA

Sebbene i reperti più antichi risalgano all’età romana, non è comunque da escludere l’esistenza di insediamenti della civiltà paleoveneta, né la presenza umana durante la preistoria. In effetti, il territorio di Spinea favoriva la colonizzazione grazie alla fitta presenza di risorse idriche, e tra i vari corsi d’acqua va ricordato il Muson (il cui alveo originale è oggi occupato dal rio Cimetto), comoda via di comunicazione con la Laguna Veneta.
La zona fu centuriata sotto i romani e il Muson fungeva da confine tra gli agri di Padova e di Altino. Sembra che il toponimo sia riferito al diverso orientamento dei rispettivi tracciati viari delle centuriazioni, motivo per cui la disposizione delle strade andava ad assumere un andamento a spina di pesce. Inoltre, sembra che a Crea si trovasse un porto fluviale e forse una cava di argilla (in veneto significa ‘creta’).

L’ALTO MEDIOEVO
Le invasioni barbariche portarono il territorio in grave decadenza, sia per quanto riguarda le città (Altino fu più volte distrutta), sia per le campagne: la zona di Spinea si spopolò e i campi coltivati furono preda di boschi e paludi.
Al periodo dei Franchi, iniziato sul finire dell’VIII secolo e conclusosi alla metà del IX, risalirebbe la cappella di Orgnano, intitolata a San Leonardo di Noblac.

IL PERIODO TREVIGIANO
La rinascita dell’anno Mille portò alla crescita demografica e, di conseguenza, al sorgere di nuovi insediamenti (forse derivanti dagli antichi pagi romani): è nei documenti di questo periodo che cominciano comparire i nomi di Rossignago, Crea, Orgnano, Zigaraga e Spinea. L’insediamento più rilevante era Rossignago, dove aveva sede la chiesa di Santa Maria che, in quanto pieve, rappresentava il riferimento religioso (ma anche sociale) per gli altri abitati della zona. Dipendeva dal vescovo di Treviso, il quale cedette più tardi il potere temporale a un governo di tipo comunale.
Benché sottoposto alla pieve, ciascun villaggio godeva di una propria autonomia, andando a costituire una regola. Era amministrata da un meriga nominato durante l’assemblea dei capifamiglia, con compiti amministrativi, fiscali e di ordine pubblico.
Ancora in quest’epoca, il territorio di Spinea rappresentò una zona di confine (ora tra Padova e Treviso), segnato sempre dal fiume Muson. Fu quindi al centro di scontri e scorrerie e, sin dalle invasioni degli Ungari (inizio X secolo) fu dotato di una serie di fortificazioni, delle quali spiccava il castello di Orgnano. Era amministrato dall’omonima famiglia comitale (si ricorda Giordanino da Orgnano, alleato di Ezzelino da Romano), alla quale succedettero Liberio da Zan (1233), il doge Pietro Ziani, i Negri e i Soranzo. Dopo la guerra della Lega di Cambrai il castello perse ogni importanza militare e fu abbattuto. Altre installazioni degne di nota erano il Serraglio del Muson, realizzato dai Carraresi, e una torre di avvistamento (XII secolo), oggi campanile della chiesa di San Vito e Compagni Martiri.

LA SERENISSIMA
Nel 1338, Treviso, e con essa Spinea, passò alla Repubblica di Venezia. Da questo momento l’attuale comune venne ricompreso nel territorio della podesteria di Mestre.
Frattanto Spinea aumentava d’importanza rispetto a Rossignago, e in effetti si assistette al trasferimento della pieve.
Ci vollero ancora diversi anni prima che la presenza veneziana potesse portare stabilità politica. Durante la guerra di Chioggia lo Spinetense venne ancora devastato dalle truppe di passaggio. Dopo un secolo di quiete, la guerra della Lega di Cambrai portò Spagnoli e Imperiali all’attacco di Mestre e tutto il territorio circostante venne saccheggiato.
Seguì dunque un periodo di pace e relativo benessere. I patrizi portarono i loro interessi sull’agricoltura in terraferma: Spinea fu una delle prime località in cui fece la sua comparsa la ‘civiltà delle ville venete’; l’espansionismo veneziano si dirigeva lungo la via Miranese, dove tuttora si affacciano diversi palazzi.
Nel Seicento il territorio fu coinvolto in una serie di opere idrauliche al fine di deviare il Muson lontano dalla Laguna Veneta (dove l’accumulo di detriti fluviali minacciava l’esistenza di Venezia). Il fiume è deviato molto più a sud, incanalandone le acque nel Taglio Nuovo e nel Taglio Nuovissimo, mentre gli acquitrini che sorgevano a Spinea sono bonificati. L’unica traccia rimasta dell’antico alveo è oggi rappresentata, sembra, dal corso del rio Cimetto.

DA NAPOLEONE AL REGNO D’ITALIA
Nel maggio del 1797 la Serenissima si arrese alle truppe di Napoleone. Sul modello francese, fu abolito il sistema delle regole e delle podesterie e si istituirono Municipalità, Cantoni e Dipartimenti. La Municipalità di Spinea entrò a far parte del Dipartimento del Brenta; ma dopo Campoformio il Veneto venne ceduto agli Austriaci che attuarono una nuova organizzazione amministrativa.
Nel 1807, dopo il ritorno dei Francesi, il nuovo Comune di Spinea, parte del Cantone di Mestre, fu aggregato al Dipartimento dell’Adriatico (l’attuale provincia di Venezia). In questo periodo furono aboliti gli ordini monastici e i beni a loro appartenuti vennero incamerati nel demanio. Il comune si ritrovò così ad amministrare la chiesa di San Vito, prima di allora dipendente dal monastero di Sant’Elena di Venezia.
Nel 1815 si ebbe il ritorno degli Austriaci e quindi l’istituzione del Regno Lombardo-Veneto.

FRAZIONI
Il comune non riconosce a nessuna località lo status di frazione. In effetti, la notevole espansione urbana verificatasi negli ultimi decenni ha riunito in un’unica conurbazione (peraltro in continuità con la vicina Mestre) tutte le varie borgate del territorio, un tempo ben distinte fra loro. Se dunque Spinea paese si trova pressappoco al centro del territorio, all’estremità ovest è situata Orgnano; a sud-ovest sorge invece Crea e a sud Fornase; si hanno poi Rossignago, a nord-ovest, e Graspo d’Uva, all’estremità est.

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Centro storico, dintorni e frazioni - Spinea

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